Device mapping su ESXi

Su Esxi ci sono situazioni in cui non è possibile attivare la mappatura diretta di un disco fisico ad una macchina virtuale, dato che la relativa opzione è disattivata.

L’operazione rimane comunque fattibile, ma deve essere fatta utilizzando la connessione ssh.

Bisogna quindi preventivamente attivare il servizio SSH dal client (security profile -> services properties -> ssh) e collegarsi al server esxi.

E’ necessario conoscere l’ID del disco per cui attivare il mapping. Si può ricavare anche dal client, ma la cosa più immediata è posizionarsi su /dev/disks e visualizzarne il contenuto con ls -l: l’ID del disco che ci interessa è facilmente individuabile dalla matricola, ed avrà un formato tipo:

t10.ATA_____WDC_WD6400AACSXX00G8B0________________________WD2DWCAUF1143740

Dobbiamo poi scegliere su quale datastore creare il device mapping. Ovviamente se ne abbiamo solo uno la scelta è obbligata, ma ci serve comunque saperne il nome.

Una volta in possesso dei due elementi possiamo procedere, con il comando:

vmkfstools -z /vmfs/devices/disks/<ID disco> /vmfs/volumes/<nome datastore>/<nome mapping>.vmdk</pre>

oppure

vmkfstools -r /vmfs/devices/disks/<ID disco> /vmfs/volumes/<nome datastore>/<nome mapping>.vmdk</pre>

Nel primo comando l’opzione -z crea un mapping come physical device, nel secondo (-r) come virtual. La prima opzione dovrebbe essere di uso generale, ma ho riscontrato che in qualche caso FreeBSD non gestisce correttamente i physical device mapping. La seconda è limitata in capacità a 2TBytes.

A questo punto è possibile importare il disco nella nostra macchina virtuale: aggiungendo un disco ci basterà scegliere l’opzione già esistente e selezionare il file .vmdk che abbiamo creato nel passo precedente.

Pubblicato in Virtualizzazione Taggato con: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*